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Language:
Italiano
Stats:
Published:
2013-05-12
Updated:
2013-05-24
Words:
12,472
Chapters:
3/?
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17
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508

A Tale of Hobbits and Wolves - Il Filo Sottile -

Summary:

"[...] Ed è proprio qui nei boschi, in una sera calda d’inizio estate, quando Bilbo ebbe raggiunto i 30 anni, che la prima, entusiasmante ed insolita avventura di Bilbo Baggins ebbe inizio."
Cosa accadrebbe se Bilbo Baggins, rispettabile hobbit della Contea, dovesse un giorno incontrare una creatura selvatica e feroce, con cui nulla condivide, ma che inevitabilmente cambierà il corso di entrambe le loro così diverse esistenze? (BAGGINSHIELD, AU, Nc-17)

Chapter 1: PROLOGO

Chapter Text

A TALE OF HOBBITS AND WOLVES - IL FILO SOTTILE -

In quell’epoca, nella Terra di Mezzo regnava la serenità.

Tanto agognata, la pace finalmente si stendeva sulle terre di elfi, uomini e nani.
E non solo.

C’era una razza in particolare, avvezza alla vita tranquilla, alle comodità del focolare, alle buone maniere e al buon cibo, che sembrava non avesse mai conosciuto né guerra né carestia, nonostante così non fosse.

A nord della Terra di Mezzo, lontano da ogni più grande e antico conflitto, nelle lande dell’Eriador, sorgeva una terra pacifica, dove l’erba era sempre verde e il raccolto sempre abbondante; i suoi abitanti erano gente piccola, semplice e modesta, che viveva dei frutti della terra. E nella stessa terra, sotto piccole colline verdeggianti dove costruivano le loro caverne, vivevano gli hobbit; ma non chiamatele caverne di fronte a loro, perché tutto meno che buchi nel terreno sembrano: comode e confortevoli, calde d’inverno e fresche d’estate, e le cui dispense traboccavano in ogni stagione di vino, carne essiccata, frutta fresca e formaggi.

La Contea. Terra madre degli hobbit, le più strane e particolari creature in cui una persona rispettabile possa imbattersi. Creature si semplici e bonarie, ma altresì schive, gelose della tranquillità, e che si tengono ben distanti da ogni tipo di avventura.

Tuttavia, è proprio qui che si ambienta una meravigliosa avventura, che voglio raccontarvi.

Proprio fra le colline verdeggianti della Contea, se ne staglia una  più grande, in una posizione rialzata e favorita rispetto alle altre: viene circondata da un meraviglioso giardinetto al cui esterno si snoda un sentierino sterrato ma ben tenuto, e l’ingresso della porta è tondo, come quello di ogni buco hobbit.

Da quella porticina verde, che per voi lettori sicuramente risulta piccina ma che per uno hobbit è tanto ampia da passarvi in piena altezza, nel susseguire degli anni è sempre rientrata ed uscita una famigliola distinta fra gli hobbit.

Perché quella era casa Baggins, dimora dei Baggins, Bungo Baggins per la precisione e per l appunto, e Belladonna Tuc, sua consorte.

E con gli anni, quel grande e rispettabile buco hobbit venne ingraziato con la presenza di un altro membro: un piccolo hobbit, che portava con sé la grande responsabilità di due ben noti cognomi nella Contea: Bilbo Baggins. Due cognomi con fama diversa, ben diciamo: perché i Baggins erano da sempre hobbit rispettabilissimi di fama e di fatto nella landa degli hobbit; ma i Tuc…diciamo che gli abitanti della Contea storcevano il naso a quel nome. Perché i Tuc erano famosi per una nota particolarmente fastidiosa fra i mezz’uomini, e cioè lo spirito dell’avventura, il coraggio, l’ardore e la determinazione.

Tutti aggettivi che ben si addicevano alla stupenda Belladonna Tuc, e che evidentemente il figlioletto Bilbo aveva ampliamente ereditato.

Già quando era un piccolo e giocoso hobbit, lo era sempre stato più degli altri: usciva di casa al mattino dopo la seconda colazione, ed esplorava con grande curiosità e avventatezza i boschi nei dintorni della Contea. Amava scorrazzare sull’erba, saltare i ruscelli, nascondersi nelle grotte lasciate dagli animali selvatici, raccogliere e collezionare pietre e conchiglie con cui adornava la propria cameretta hobbit.

Capitava spesso che si perdesse; per il paese infatti era ormai all’ordine del giorno che Bungo richiamasse a sé alcuni amici e si dirigesse nelle foreste per andare a ripescare il mascanzoncello. Non erano famose per essere lande pericolose, quelle dell’Eriador sud-occidentiale, ma si sa, un bimbo, e per di più un bimbo hobbit, non è mai al sicuro.

Ed ogni volta lo ritrovavano lungo il corso del fiume, con le mani e il viso impiastricciati di fango e le mani piene di conchiglie lucenti, o fra i cespugli a raccogliere funghi, o in qualche radura a fare ghirlande di fiori da portare alla madre.

Bilbo amava profondamente sua madre. La ricopriva di doni, bottini e tesori frutto delle sue ricerche nei boschi. E Belladonna Tuc era fiera ed orgogliosa del suo piccolo Bilbo, di vederlo crescere sano e forte, seppur con principi stravaganti che non sempre compiacevano il vicinato. La sera lo riempiva di libri e storie su creature fantastiche, alcune malvagie ed altre caritatevoli e buone, come per esempio le storia sugli elfi che Bilbo amava tanto ascoltare.

Così quando poi, il giorno dopo, tornava nella foresta, immaginava di andare alla ricerca di elfi nei boschi, e sempre nella sua gioventù aveva sperato incontrarne uno, o una qualche particolare creatura…se non che tutto quello che trovava erano uccelli, topi e pesci.

Ai bambini dei vicini non era permesso spingersi tanto lontano come a lui: sicchè quando si ritrovavano tutti insieme a giocare, Bilbo li intratteneva con le meraviglie che scopriva fra le fronde degli alberi e sui letti dei fiumi, raccontando di fate, folletti, gnomi, fuochi fatui ed elfi che abitavano le foreste. E si ritrovava sempre sommerso da grandi e spalancati occhi che lo fissava con invidia e stupore, e lo ricoprivano di domande.

Poi c’erano i figli dei Sackville-Baggins, imparentati, vicini cugini. Ma chi nella Contea non poteva vantare di avere un legame di parentela, seppur lontano, con qualsiasi abitante delle verdeggianti lande?
Tornando ai bimbi dei Sackville-Baggins: a Bilbo non piacevano. E lui non piaceva loro. Se ne stavano sempre col naso arricciato quando raccontava, e quando finiva dicevano che i loro genitori gli avevano detto che dalla sua bocca uscivano solo frottole e grandi bugie.

Non c’era mai stato un rapporto…sereno fra le due famiglie. I Sackville erano famosi per le radici particolarmente…venatorie, sempre intenti a guadagnare e arraffare qualsiasi cosa su cui avessero un minimo diritto.

E poi, inevitabilmente, non tanto lentamente come gli elfi che abitavano i boschi, Bilbo crebbe.
Con la maturità il suo spirito d’avventura si affievolì, e si ritirò dai boschi per poter aiutare suo padre e sua madre a casa Baggins, a badare all’orto, al giardino e alle colture.

Bilbo crebbe come un rispettabile hobbit, un giorno destinato ad ereditare la meraviglia di casa Baggins; inoltre, per gli standard hobbit, era una creatura molto bella e apprezzata dalle ragazze, che non mancavano di fargli la corte. Aveva dei gioiosi e ribelli riccioli di bronzo, che agli occhi delle vecchie comari sembravano preda del demonio, ma alle ragazze in fiore intrigavano. E gli occhi erano coronati da iridi azzurre come l’acqua dei ruscelli, ereditati dalla madre.

Bilbo non parve mai troppo intento a rispondere ai corteggiamenti: la sua mente era troppo occupata…perché non solo si dedicava con anima e cuore alla cura e al mantenimento della sua amata casa Baggins, ma quello che non sapevano, era che ancora, nelle sere d’estate, sgattaiolava fuori di casa su approvazione della madre, e si recava nei boschi a leggere, fintanto che le luci delle stelle non bastavano a rischiarare il suo cammino.

Ed è proprio qui nei boschi, in una sera calda d’inizio estate, quando Bilbo ebbe raggiunto i 30 anni, che la prima, entusiasmante ed insolita avventura di Bilbo Baggins ebbe inizio.

 

~~~

NOTE DELL'AUTRICE
Salve, grazie per aver letto questo prologo alla mia fic. 
Lasciatemi solo delineare qualche punto saliente, qualche indicazione per voi lettori, prima di continuare con la lettura di questa AU:
- si tratta di una SLASH, che tratta di relazioni fra uomini;
- parlo di Bilbo Baggins e Thorin Oakenshield
- è una AU, ambientata pursempre nella stessa Terra di Mezzo delineata da Tolkien, ma in un contesto differente da quello dello Hobbit a cui siamo abituati;
- si parla di Furry, e quindi di una creatura animale che potrebbe delineare, nel corso della storia, caratteristiche umane;
- ogni immagine che trovate all'interno dei capitoli sono fatti da me

Detto questo, siete stati ampliamente avvisati in merito al contenuto della fic :) A voi la libertà di continuare nella lettura :)